Il piano terra della torre nota come «Prigione Oscura» si trova addossato al lato occidentale del «Palazzo Giustiniani» ed è collegato alle fortificazioni che circondano la Porta Maggiore. Anche la sua costruzione fu promossa dai Genovesi. La sala, quasi quadrata (10 × 8,50 m), è coperta da quattro volte a crociera sostenute da un imponente pilastro centrale. Due aperture, una circolare e una quadrata, situate alla sommità delle due volte orientali, garantiscono in parte l’illuminazione e l’aerazione dell’ambiente. In origine l’edificio doveva avere almeno due piani, dei quali non è rimasta alcuna traccia. Su tutti i lati si aprivano grandi finestre alte, successivamente murate in occasione di modifiche alle fortificazioni avvenute in un periodo non precisato. Queste finestre dimostrano che, al momento della costruzione, l’ambiente era tutt’altro che buio e che certamente non era destinato a prigione. L’edificio è legato a un tragico episodio della storia moderna di Chio: nel 1822, anno del massacro di Chio, cinquantacinque notabili e il metropolita Platon Frangkiadis furono imprigionati qui dai Turchi come ostaggi, prima di essere condotti alla forca. Al termine del tortuoso passaggio d’ingresso coperto da volte del Castello di Chio (Porta Maggiore) sorge l’edificio noto come «Palazzo Giustiniani». Oggi, dopo il restauro, è utilizzato dall’Eforato delle Antichità Bizantine per ospitare mostre archeologiche temporanee. Il «Palazzetto» fu restaurato tra il 1981 e il 1985 e dal 1988, anno dell’inaugurazione della prima mostra, viene utilizzato per esposizioni temporanee di opere d’arte e reperti archeologici provenienti da diversi monumenti religiosi e civili di Chio. L’edificio a due piani presenta un piano terra rialzato e un portico aperto con colonne sul lato orientale. È interamente costruito in pietra squadrata proveniente da Thymiana, nelle tonalità dell’ocra gialla e rossa. Risale al XV o XVI secolo e si ipotizza che fosse la sede della cancelleria durante il periodo della dominazione genovese.
http://odysseus.culture.gr/Συντάκτης Όλγα Βάσση, Αρχαιολόγος
https://efachi.gr/ https://allofgreeceone.culture.gov.gr/