Santuario di Atena Poliade, Acropoli di Atene
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Category
Archaeological site
Location
Athens
Keyword
ΑΤΤΙΚΗ
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Il Castello di Vatika è citato per la prima volta nella Cronaca della Morea, che documenta la concessione della regione da parte di Guglielmo II di Villehardouin ai nobili di Monemvasia. Dal 1262 la zona passò sotto il dominio bizantino e successivamente alternò il controllo tra Veneziani e Ottomani fino allo scoppio della Guerra d'Indipendenza Greca nel 1821.

Il più antico tempio dell'Acropoli, dedicato ad Atena Poliade e citato dalle fonti antiche come il "tempio antico", si trova a sud dell'Eretteo e a nord del Partenone. Secondo la teoria più accreditata, fu costruito nell'ultimo quarto del VI secolo a.C., sul sito di un tempio precedente risalente all’epoca geometrica e sopra le rovine di un palazzo miceneo ancora più antico. Nel 480 a.C. fu incendiato durante l'invasione persiana, ma fu rapidamente restaurato, e parte della sua superstruttura fu integrata nelle mura dell'Acropoli. Venne distrutto di nuovo nel 406 a.C., dopo il completamento dei lavori per l’Eretteo, e non fu mai più ricostruito. A est del tempio antico, alcune incisioni sulla roccia indicano la posizione dell'altare di Atena, utilizzato contemporaneamente al tempio. Il tempio antico era di ordine dorico, periptero, con 6 colonne sui lati corti e 12 su quelli lunghi. La sua disposizione interna era piuttosto particolare. La parte orientale era composta da un pronao, un distilo in antis e una cella divisa in tre navate da due file di colonne. Qui si custodiva la statua cultuale lignea (xoanon) della dea Atena. Nella parte occidentale vi erano tre stanze dedicate a diverse forme di culto: di Poseidone-Eretteo, di Efesto e di Bute. A questo tempio sono attribuiti i frontoni marmorei con la rappresentazione della Gigantomachia, esposti oggi nel Museo dell'Acropoli, così come le antefisse terminanti con teste leonine e arietine. Gli elementi come le metope, le cornici e le tegole del tetto erano anch’essi in marmo di Paro, mentre il resto del tempio era costruito in calcare. Il tempio venne scoperto nel 1885 e W. Dorpfeld fu il primo a identificarlo. Oggi rimangono visibili solo le fondamenta lungo il lato sud dell’Eretteo, mentre nell’area si possono ancora vedere due basi di colonne risalenti al tempio geometrico.

ΠΗΓΗ:http://odysseus.culture.gr/ Συντάκτης Ιωάννα Βενιέρη, αρχαιολόγος

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