La sorgente naturale più famosa e importante del Sacro Roccia, la Klepsydra, situata sul pendio settentrionale, si estende a sud del percorso del Peripato. Fin dai tempi del Neolitico, ha fornito acqua abbondante, prelevata dai residenti attraverso pozzi. Il suo nome più antico era Empedo, in onore della ninfa venerata sul luogo. Successivamente fu chiamata Klepsydra, o “ladra d’acqua”, perché una parte del suo flusso scompariva durante i mesi estivi, convogliata attraverso un condotto sotterraneo verso il porto ateniese di Faliro. Il primo edificio-fontana fu costruito ai tempi di Cimone (470–460 a.C.) e consisteva in un bacino rettangolare con bocche di alimentazione dell’acqua e una piattaforma per il prelievo. Davanti alla fontana fu realizzata anche una grande corte lastricata, il cui uso preciso rimane però incerto. Crolli di rocce durante l’epoca romana ostruirono la sorgente, portando successivamente alla creazione di un pozzo protetto da una struttura a volta. In epoca cristiana, la sorgente fu trasformata in una piccola cappella, nota come la Chiesa dei Santi Apostoli nei Marmi. Durante la guerra d’indipendenza greca, la Klepsydra fornì acqua potabile ai combattenti greci, integrata in una fortificazione costruita da Odysseas Androutsos.
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