Insel Gavdos, Kreta
No data
Category
Archaeological site
Location
Crete
Keyword
ΚΡΗΤΗ
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Il Castello di Vatika è citato per la prima volta nella Cronaca della Morea, che documenta la concessione della regione da parte di Guglielmo II di Villehardouin ai nobili di Monemvasia. Dal 1262 la zona passò sotto il dominio bizantino e successivamente alternò il controllo tra Veneziani e Ottomani fino allo scoppio della Guerra d'Indipendenza Greca nel 1821.

L’isola di Gavdos si trova a circa 24 miglia nautiche a sud di Agia Roumeli e conserva importanti tracce del suo passato. Le ricerche archeologiche hanno individuato numerosi siti distribuiti in tutto il territorio insulare. Sulla collina di Agios Ioannis sono stati rinvenuti resti di complessi abitativi, una cisterna scavata nella roccia e spazi destinati all’estrazione di materiale da costruzione. Intorno all’attuale chiesa sono visibili le fondazioni di edifici antichi, mentre ulteriori strutture si estendono verso est fino alla fascia costiera e alla spiaggia, dove si distinguono anche i resti di un edificio di epoca romana. A ovest della collina, una scalinata scavata nella roccia collega il sito con la baia di Lavrakas e la foresta di cedri. A nord si sviluppa una necropoli di età classica ed ellenistica, dichiarata area archeologica, con almeno venti tombe rupestri servite da un corridoio anch’esso scavato nella roccia. A sud di Lavrakas, le tracce di insediamenti antichi si estendono fino alla chiesa di Agios Nikolaos e al metochi di Chamourgio, in particolare lungo il torrente Kedré. Nel bosco di cedri sono evidenti segni diffusi di abitazione, tra cui un forno ceramico e parte di un acquedotto sopraelevato che convogliava l’acqua verso l’insediamento di Agios Ioannis da una struttura romana situata più a ovest. A sud-est della collina Kefala si conservano resti edilizi, lavorazioni nella roccia, un lungo muro — forse con funzione di recinto — e un forno per ceramica. Uno scavo nella valle di Agios Pavlos ha portato alla luce un piccolo complesso rurale di epoca romana con installazione per la spremitura. A est della spiaggia di Sarakiniko, sulla collina Kavo, sono stati trovati numerosi frammenti ceramici preistorici e utensili in pietra. Nella stessa area sono state scavate due fattorie di epoca romana dotate di frantoi oleari, mentre sulla collina Sellakia si conservano resti di abitato preistorico. Nella zona di Agios Georgios–Korfos si trovano una chiesa, una sorgente e un metochi più recente. Nei pressi della costa è stato riportato alla luce un edificio della tarda età minoica (1600–1100 a.C.), insieme a una tomba a camera scavata nella roccia di epoca romana. Nel sito di Vrysalia, tra Karave e Korfos, è stato rinvenuto un gruppo di vasi della fase di transizione del Neolitico, probabilmente appartenenti a una tomba in parte distrutta, oggi conservati presso il Museo Archeologico di Chania. Lungo l’antico sentiero tra Korfos e Vatsiana si distinguono i resti di un edificio minoico e una scalinata rupestre. Nel punto più elevato di Kefali è visibile una struttura fortificata, probabilmente risalente al periodo veneziano. Nel metochi di Voliana sono stati individuati edifici in pietra di epoca più recente, una cisterna probabilmente romana, un doppio torchio scavato nella roccia, un frantoio mobile e resti murari. A nord-ovest, nella località “Mnimata”, sono state identificate tombe a cassa. In diverse aree dell’isola sono inoltre presenti torchi rupestri all’aperto, forni ceramici e vari tipi di sepolture — scavate nella roccia, a cassa o a camera — che testimoniano la continuità della presenza umana sull’isola nel corso dei secoli., Gavdos, l’isola abitata più meridionale d’Europa, si trova a circa 24 miglia nautiche a sud di Agia Roumeli e conserva un ricco patrimonio archeologico e storico, con tracce di insediamento dalla preistoria fino all’epoca romana e bizantina. In tutta l’isola sono stati individuati siti archeologici con resti di abitazioni, strutture scavate nella roccia, cisterne, necropoli e impianti artigianali. Nella zona di Agios Ioannis sono visibili resti di case, edifici romani, cisterne e cave, mentre nelle vicinanze si trova un’importante necropoli classica ed ellenistica con tombe rupestri. L’area di Kedrodasos presenta numerose tracce di antica occupazione, tra cui forni per ceramica e installazioni idrauliche collegate a un acquedotto romano. Nell’area più ampia di Sarakiniko sono state rinvenute fattorie di epoca romana con frantoi per olive, oltre a reperti preistorici. Importanti siti si trovano anche a Korfos, dove sono stati scoperti un edificio tardo-minoico e una tomba romana scavata nella roccia, mentre a Vrysalia sono stati rinvenuti reperti neolitici probabilmente collegati a un complesso funerario. In varie parti dell’isola si trovano inoltre fortificazioni veneziane e successive, installazioni agricole e cimiteri. Gavdos rappresenta quindi una destinazione archeologica unica, dove il paesaggio naturale si unisce a una presenza umana millenaria e a importanti testimonianze culturali di diverse epoche storiche.

 

http://odysseus.culture.gr/ Συντάκτης Βάννα Νινιού – Κινδελή, Αγγελική Τσίγκου, Αρχαιολόγοι

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