Il Castello di Lamia sorge sulla cima di una collina rocciosa, dominando la città e controllando la valle dello Spercheios fino al Golfo Maliaco e al passaggio verso la Tessaglia. È il monumento storico più importante della regione, con testimonianze di insediamenti risalenti all’Età del Bronzo Antico (2700–2300 a.C.). L’acropoli fortificata fungeva da centro di difesa durante i periodi classico e ellenistico, collegata alle mura della città bassa. La parte più antica delle fortificazioni, di forma poligonale, risale al V secolo a.C., mentre altre sezioni realizzate con muratura trapezoidale e rettangolare sono conservate alla base delle mura. Oggi l’enceinte ha la forma di un triangolo rettangolo con merli e camminamento di ronda. Costruita gradualmente dai sovrani del castello sui resti dell’antica acropoli, si conserva in ottime condizioni. Le sezioni nord e sud poggiano sulla roccia, mentre quelle est e ovest si trovano su pendii ripidi, con un perimetro di 600 metri e un’altezza fino a 13 metri. Il castello presenta due porte: la porta sud-est “Sidirá”, con arco in pietra e arco di scarico in mattoni, e la porta nord-est, sormontata da un architrave voltato in mattoni. Torri rafforzano le mura, soprattutto vicino alle porte, agli angoli e nei punti più vulnerabili. All’interno, il castello è suddiviso in tre settori da due muri trasversali, permettendo la difesa interna in caso di violazione della porta principale. La parte nord, il Mastio dell’Acropoli, è la più alta e serviva da ultimo rifugio per i difensori, accessibile tramite una porta ad arco in pietra. Questa divisione interna fu probabilmente realizzata da Franchi o Catalani.
http://odysseus.culture.gr/Συντάκτης Ελένη Ζάχου, αρχαιολόγος
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