Il santuario all’aperto dedicato ad Afrodite ed Eros è stato identificato nel 1931 dall’archeologo americano Oscar Broneer, grazie a due iscrizioni incise nella roccia. Una di queste menziona la festa di Eros, celebrata il quarto giorno del mese di Munichio, verso la fine della primavera, mentre l’altra è dedicata alla dea Afrodite. Gli scavi del santuario hanno portato alla luce numerosi reperti: frammenti di sculture in marmo, rilievi votivi collocati nelle nicchie ricavate nella roccia, nonché vasi e statuette in terracotta. Particolarmente significative sono le lastre in rilievo che raffigurano parti del corpo femminili e maschili. Il culto di Afrodite insieme a Eros, come divinità della riproduzione e della fertilità, doveva svolgersi nella terrazza antistante le nicchie, raggiungibile tramite un pendio dalla passeggiata del Peripato. Alcuni studiosi collegano il santuario alla festa delle Arrheforie, descritta dal viaggiatore antico Pausania (II secolo d.C.). Durante questa cerimonia, giovani ateniesi trasportavano dall’Acropoli offerte segrete («arrhéte») destinate alla dea Atena, percorrendo di notte un passaggio sotterraneo nascosto per giungere al santuario.
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